L’attrice - per anni volto di Imma Tataranni - è protagonista con Lino Musella del film di Edoardo De Angelis «Il fuoco che ti porti dentro»

Si continua a mettere e togliere un anello, Vanessa Scalera. Poi si ferma e si illumina in un sorriso: «È la prima volta che sono a Venezia. Sì, sono emozionata». L’attrice è in gara alla Mostra, protagonista con Lino Musella del film di Edoardo De Angelis Il fuoco che ti porti dentro. Hanno pochi anni di differenza i due attori, ma Scalera interpreta la complessa madre napoletana di Musella in quello che ha già definito «il ruolo della vita». L’attrice è potentissima nel trasmettere la forza, la violenza con cui una mamma può segnare i suoi figli: «Io l’ho dovuto immaginare, perché non sono madre. E sono figlia di una mamma molto diversa». La sua Angela, infatti, «è una madre non madre, quasi sprovvista di empatia. Forse mi ha aiutata non avere figli. In lei c’è il godimento di dire parole altisonanti... è profondamente attrice, come scrive anche Franchini nel libro da cui è tratto il film». Che effetto ha fatto vedersi invecchiata sullo schermo? «Sulla carta interpretare la madre di Lino un po’ mi preoccupava, ho tre anni più di lui, insomma... Poi, non so che cosa è accaduto, ma io sul set non mi sono mai fatta venire un dubbio: ero sua madre. La truccatrice su di me ha fatto un lavoro pittorico, ha evidenziato le mie rughe. Ma non ho provato alcun disagio». Un’interpretazione intensa come intensa è questa donna che deride, umilia i propri figli, andati a vivere lontano ma che a Natale si ritrovano. Nonostante il senso di spietata superiorità della donna, passa anche la sua fragilità «e la connessione col figlio, come se ne fosse anche attratta». Accolto con calore, è un grande passo nella carriera cinematografica dell’attrice, per anni volto tv con Imma Tataranni. «Se avessi continuato con quel personaggio non avrei incontrato questo. Ho cercato questa strada, dandomi un obiettivo circa la serialità: 5 anni. Poi mi sono buttata».