Natale in casa De Angelis/Franchini. Eduardo De Filippo perdona tutti. State tranquilli. Anche perché Edoardo De Angelis, autore coraggioso che amiamo da tempo, con Il fuoco che ti porti dentro, in Concorso a Venezia 83, su De Filippo e il celebre testo natalizio ci ha lavorato con il dovuto e rigoroso rispetto già nel 2020 per la tv. Qui nella versione proposta al Lido, la classica preparazione culinaria della cena della vigilia di Natale in famiglia è ricolorata e direzionata in carne e spirito tra le pagine dell’omonimo romanzo di Antonio Franchini (l’editor che scoprì Saviano, per intenderci) dedicate al suo rapporto con la propria ingombrante, sfacciata madre che, con fare altrettanto irriverente, viene descritta sia nel libro che nel film come una “madre che puzza”.

Nel giorno della vigilia, la napoletana Angela (Vanessa Scalera) troneggia dittatoriale tra i fornelli della casa milanese del figlio Antonio (Lino Musella), un editor trasferitosi nel capoluogo lombardo da molto tempo. Tra cucina e sala in ordine sparso sono presenti, e interagiscono con spigoli e protervia di mamma/nonna, la moglie meneghina di Antonio (Elena Radonicich), sua sorella (Ivana Lotito), i due figli quasi maggiorenni, e inaspettatamente pure lo scrittore Giulio Simonetti (Tommaso Ragno), la grande star del romanzo italiano appena finita nella scuderia di Antonio che più o meno volontariamente si piazza a tavola dopo aver spedito in regalo una cassa di champagne. Angela non è solo esasperante nel pastrocchiare ogni tipo di frittura e untume in quantità pantagrueliche, ma cerca continuamente di tagliare il collo ad un cappone che scorrazza per casa, facendosi aiutare, senza successo, dal figlio, dai nipoti e perfino da Simonetti.