Nella giornata di oggi alla Mostra, la terzultima del concorso (sabato c’è la premiazione) arriva il quarto dei cinque film italiani in gara quest'anno, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini. La storia, con mattatrice Vanessa Scalera, insieme fra gli altri a Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, ci proietta in una cena della vigilia di Natale a Milano, dove Antonio, la moglie, i figli e la sorella si ritrovano a confronto con una madre strabordante di personalità, arroganza, paura, desiderio di controllo.

"Il fuoco che ti porti dentro", Scalera e Musella, due napoletani a Milano la vigilia di Natale

Debutta nella corsa per il Leone d'oro anche uno dei film più discussi della vigilia del Festival, Dau di Ilya Khrzhanovsky, la cui presenza al Lido è stata contestata dall'Ucraina che lo considera uno strumento di propaganda filorussa: accuse respinte dal regista e dal direttore della Mostra Alberto Barbera. Dau segue il percorso di un brillante fisico di origine greca dal 1928 in Unione Sovietica attraverso quattro decenni di sconvolgimenti. Il progetto di Ilya Khrzhanovskiy, che ha rinunciato alla cittadinanza russa dopo l’invasione di Putin dell’Ucraina, è iniziato nel 2006, con l’obiettivo di raccontare la storia della figura di Lev Landau, fisico premio Nobel che sviluppò i primi ordigni nucleari sovietici e fu per decenni a capo dell’Istituto di fisica a Mosca contribuendo “controvoglia” alla prima bomba nucleare sovietica, una sorta di Oppenheimer russo. Il regista ha difeso il suo film ribadendo che si tratta di “un atto di accusa contro ogni sistema totalitaristico e la sua intrusione nelle vite degli individui, compromettendone la libertà”.