Il cinema italiano ha prestigio, talento e un rapporto con il pubblico domestico in miglioramento, ma fatica ancora a trasformare questi elementi in una forza di sistema. È quanto emerge dall’AI Reputation Index (Airi) di Cogit AI per Forbes Italia, che assegna al settore un punteggio di 69,80 su 100: appena 0,2 punti sotto la soglia dei 70 che segna l’ingresso nella fascia di «reputazione solida». L’intervallo plausibile dell’indice, compreso tra 65,03 e 74,57, attraversa quella soglia.
A sostenere il risultato sono soprattutto tre dimensioni: prestigio e riconoscimento, con 78 punti su 100, relazione con il pubblico italiano, a 77, e forza creativa e capitale di talento, a 74. Più indietro la rilevanza mediatica e culturale (72), la circolazione e attrattività internazionale (66), la capacità industriale (65) e l’adattamento distributivo e l’innovazione (61). Il dato più basso riguarda fiducia, inclusività e resilienza, a 52 punti.
Più quota di mercato, ma meno spettatori
Uno dei dati più significativi riguarda il mercato domestico. Nel 2025 il cinema italiano ha raggiunto il 32,7% degli incassi e il 33,3% delle presenze, contro rispettivamente il 21,22% e il 21,56% del 2019. Una crescita di oltre 11 punti percentuali in sei anni.







