La rinascita del box office nazionale non basta. Serve una strategia coerente tra storytelling, comunicazione istituzionale e talento globale per consolidare il posizionamento culturale dell'Italia nel mercato audiovisivo internazionale.
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Gennaio-aprile 2026: il cinema italiano tocca il 40,4% di quota di mercato nazionale, con 86,4 milioni di euro di incassi e una crescita del 17,5% rispetto all'anno precedente. È il segnale di una rinascita che il settore attendeva. Eppure, secondo Nicola Paparusso, founder e creative director di Paparusso Communication, questa crescita numerica nasconde una vulnerabilità strategica che potrebbe compromettere la sostenibilità della ripresa: l'assenza di una narrazione coerente, sia interna che verso il mercato globale, su chi è davvero il cinema italiano contemporaneo.
"I numeri sono incoraggianti, ma misurano soltanto il consumo domestico", spiega Paparusso in una conversazione sulla situazione del settore. "Il rischio è che questa crescita sia ciclica, non strutturale. Per consolidarla, serve allineare tre elementi che oggi rimangono frammentati: il linguaggio creativo dei film, la strategia di comunicazione istituzionale, e la capacità di attrarre e guidare talento internazionale attorno a una visione coerente dell'identità italiana".






