di Paolo Baldini

«L’andamento confortante è concentrato su pochi titoli», dice Alessandro Usai, presidente dell’Anica, alla vigilia dell’evento sui film che è in programma a Riccione. «Dobbiamo occuparci di più delle famiglie»

Piace l’idea di un cinema italiano in sala che, come un nuotatore tra le onde, veda finalmente la furia del mare placarsi e in lontananza una sponda sicura. La torre di controllo dell’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e digitali) segnala che il percorso di ripresa del mercato della sala post Covid sta registrando cifre confortanti. Il sentiment del presidente Alessandro Usai è: «La battaglia non è finita, ma la direzione è giusta». I report Anica indicano che nei primi cinque mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 maggio, sono stati incassati oltre 273 milioni di euro per un numero complessivo di presenze pari a 36.133.550. Rispetto allo stesso periodo del 2025 la percentuale di crescita è, per le due voci, del 18,9 e del 13%. Rispetto al 2025 sui 12 mesi il dato si alza rispettivamente al 29,1 e al 21,9%. Dice Usai: «Le cifre relative al 2026 configurano il risultato migliore del periodo post-pandemico, di poco inferiore anche al 2019, che fu un anno molto positivo».Di tutto questo si parlerà a Ciné – Giornate di Cinema quindicesima edizione in programma a Riccione dal 30 giugno al 3 luglio, a cura di Anica in collaborazione con Anec, l’associazione degli esercenti, e con l’organizzazione di Cineventi. Una cine-maratona impostata sulle convention delle case di distribuzione con le anticipazioni della seconda metà della stagione accompagnate da eventi, incontri, proiezioni e dalle iniziative intese a coinvolgere Riccione, Ciné camp e Ciné in città. Dice Usai: «La rassegna cresce di anno in anno, così come la manifestazione gemella di Sorrento in dicembre. Non più solo una reunion dell’ecosistema cinema, ma un vero termometro dello stato di salute del settore».