Il Made in Italy continua a essere uno dei marchi nazionali più forti al mondo. Nel 2026 raggiunge un punteggio di 74 punti su 100 nell’AI Reputation Index (Airi) realizzato da Cogit AI per Forbes Italia, conquistando il terzo posto mondiale dietro Germania (79) e Giappone (77), ma davanti a Francia (72), Stati Uniti (70) e Cina (62).
Un risultato che conferma la solidità della reputazione internazionale del sistema produttivo italiano, sostenuta dalla qualità percepita, dalla forza dell’export e da un patrimonio costruito in decenni di eccellenza manifatturiera. Allo stesso tempo, il report evidenzia alcune criticità che potrebbero incidere sulla competitività del Paese nei prossimi anni: innovazione, digitalizzazione, capacità di parlare alle nuove generazioni e tutela dell’autenticità del marchio Italia.
Il valore della reputazione
La classifica elaborata da Cogit AI misura sei dimensioni: percezione qualitativa, forza dell’export, reputazione digitale, autenticità e fiducia, innovazione e resilienza reputazionale. Il risultato colloca l’Italia sul podio mondiale grazie soprattutto a due elementi distintivi: l’heritage e la desiderabilità.
Nessun altro Paese raggiunge infatti i livelli italiani in termini di patrimonio identitario e attrattività percepita. Il Made in Italy continua a essere associato a qualità, stile, autenticità e artigianalità, elementi che consentono alle imprese italiane di mantenere un posizionamento premium sui mercati internazionali.






