C’è un dato che, più degli altri, racconta la forza del made in Italy. L’Italia, vista dall’estero, continua a essere il Paese della storia, dell’arte, della bellezza, della tavola e del turismo. Ma i suoi prodotti fanno perfino di più: resistono alle oscillazioni del giudizio sul sistema-Paese, alle fragilità socio-politiche, agli stereotipi più pigri. In una parola, godono di vita propria. È il cuore della ricerca “Global Italy” di Havas Csa, condotta su oltre 4mila persone in sei mercati chiave: Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone e Medio Oriente.

I numeri, presentati in settimana in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del big della pubblicità che fa capo alla famiglia Bolloré – quotato ad Amsterdam e da fine 2024 oggetto di spin off da Vivendi - spiegano il fenomeno. La percezione internazionale dell’Italia poggia su un nucleo solido: storia al 77%, attrattività turistica al 78%, arte al 73%, stile di vita cordiale e rilassato al 72%. Ma accanto a questa immagine classica, quasi da cartolina, c’è la sostanza economica del brand Italia: tre intervistati su quattro considerano i prodotti italiani estremamente attrattivi; oltre il 50% li collega subito ai grandi comparti del made in Italy, con fashion al 65% e design al 60%.