Il Made in Italy continua a trovare nei mercati internazionali uno dei suoi principali motori di crescita. Secondo il rapporto “Esportare la dolce vita 2025” del Centro Studi di Confindustria, l’export dei beni cosiddetti “Bello e Ben Fatto” (BBF) – cioè i prodotti di consumo di fascia medio-alta che caratterizzano l’offerta italiana – vale circa 170 miliardi di euro, pari a oltre un quarto delle esportazioni complessive del Paese.

Il BBF non è definito quindi da un singolo settore industriale, ma da una combinazione di fattori: qualità produttiva, design, riconoscibilità del marchio e valore simbolico associato al Made in Italy. Rientrano in questo ambito soprattutto i comparti tradizionali delle “3F” – fashion, food e furniture – a cui si affiancano altri segmenti come gioielleria, occhialeria e nautica. Si tratta di beni che, sui mercati internazionali, riescono a mantenere prezzi medi significativamente più alti rispetto ai concorrenti, grazie alla reputazione costruita nel tempo dall’industria italiana e alla capacità di combinare artigianalità, innovazione e stile. Il BBF non è definito quindi da un singolo settore industriale, ma da un insieme di prodotti caratterizzati da qualità manifatturiera, design e riconoscibilità del marchio italiano sui mercati internazionali: il paniere comprende oltre 700 categorie di prodotti, che vanno dall’abbigliamento alla gioielleria, dall’arredamento all’alimentare, fino all’occhialeria e alla nautica.