La cucina italiana è al primo posto per reputazione al mondo. A certificarlo è l’AI Reputation Index (Airi) sviluppato da Cogit AI per Forbes Italia, che assegna all’Italia un punteggio di 95,28 su 100, davanti a Francia (92,20) e Giappone (91,15). Un risultato che consolida una leadership costruita negli anni e che, secondo il rapporto, si fonda sulla capacità di combinare qualità, riconoscibilità, diffusione internazionale e valore culturale.
L’indice prende in esame venti cucine nazionali e misura sette dimensioni: qualità e artigianalità, eccellenza percepita, soft power, rilevanza digitale e culturale, presenza sui mercati internazionali, attrattività turistica e innovazione. Il sorpasso sulla Francia, storicamente considerata il punto di riferimento della gastronomia mondiale, è avvenuto nel 2021. Da allora il vantaggio italiano si è progressivamente ampliato.
Un settore che vale 265 miliardi di euro
Dietro il primato reputazionale c’è un sistema economico di dimensioni rilevanti. Secondo Cogit AI, il valore complessivo della cucina italiana nel mondo raggiunge i 265 miliardi di euro. Nel calcolo rientrano l’export agroalimentare, la ristorazione internazionale, il turismo enogastronomico e l’indotto generato dall’intera filiera. L’export agroalimentare rappresenta circa 70 miliardi di euro, mentre il turismo legato al cibo e al vino ne genera altri 40. Il resto è distribuito tra attività di ristorazione, distribuzione e servizi collegati.






