Clima teso stamani in IV Commissione Consiliare del Comune di Vibo Valentia, sulla vicenda del finanziamento per riqualificare le periferie della città sfumato per un errore materiale nella documentazione presentata alla Regione. L’ente ammette l’errore ma annuncia chiede l’accesso agli atti. E l’opposizione attacca: “Figuraccia”.
VIBO VALENTIA – Un finanziamento da 2,5 milioni di euro già “in tasca” per riqualificare le frazioni di Vibo, sfumato a causa di un banale errore materiale su un file allegato e travolto dal ricorso al TAR del Comune di Catanzaro. È un clima tesissimo quello che ha caratterizzato stamani, 9 settembre 2026, la IV Commissione Consiliare del Comune di Vibo Valentia, convocata d’urgenza dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Antonio Schiavello, per fare luce sul decreto di revoca in autotutela notificato dalla Regione Calabria il 3 settembre scorso. Al centro del dibattito, le ricostruzioni dell’amministrazione comunale e il duro affondo dell’opposizione di centrodestra sul peso politico della città e sulle responsabilità della scelta dei tecnici esterni.
LA RICOSTRUZIONE DELL’ASSESSORE SCRUGLI: «ERRORE MATERIALE»
L’assessore ai Servizi Sociali, Lorenza Scrugli, ha ripercorso minuziosamente l’excursus di un lavoro durato oltre un anno. Visto l’impegno straordinario richiesto dal bando regionale, il Comune aveva individuato tramite avviso pubblico un professionista esterno di elevata qualificazione. Il progetto – forte di un’ampia rete di partner tra Università, Asp, Centro per l’Impiego e scuole – era stato presentato a giugno 2025, posizionandosi al terzo posto nella graduatoria provvisoria di Natale 2025 e confermato tra gli 11 enti vincitori nella graduatoria definitiva del 29 maggio 2026.








