Un file con il nome giusto ma con il contenuto sbagliato. È l’errore che rischia di costare a Vibo Valentia un finanziamento da 2.390.145,87 euro, destinato a portare assistenza, sostegno e servizi sociali nelle periferie più fragili, in particolare nelle frazioni di Vena e Piscopio. Il finanziamento era stato assegnato, annunciato pubblicamente e seguito persino dalla sottoscrizione della convenzione tra il Comune capofila e la Regione Calabria ma con il decreto dirigenziale numero 14757 del primo settembre 2026, il Dipartimento Salute e Welfare ha annullato in autotutela l’ammissione del progetto “Luce nelle periferie”, escludendolo dalla graduatoria dell’avviso P.Art.E.C.I.P.O. Tra i documenti presentati con la candidatura mancava la dichiarazione del Responsabile unico del progetto richiesta dal bando a pena di inammissibilità.

Il file aveva il nome corretto ma conteneva un altro documento

La pratica trasmessa dal Comune presentava un file denominato “Dichiarazione RUP – Conformità interventi”. Una denominazione apparentemente coerente con quanto richiesto dall’avviso. Aprendo il documento, tuttavia, la commissione regionale ha trovato una dichiarazione diversa, relativa al rispetto del principio DNSH, cioè all’obbligo di non arrecare un danno significativo all’ambiente. La dichiarazione del Rup richiesta dal punto III, lettera j), dell’avviso risultava quindi materialmente assente alla scadenza prevista per la presentazione delle candidature. Non si sarebbe trattato, secondo la Regione, di una firma mancante, di un documento incompleto o di un’irregolarità secondaria, ma della mancata produzione di un allegato espressamente richiesto come condizione per partecipare alla procedura.