Di: Il giardino di Albert / Davide Conconi e Simone Pengue Nella primavera del 2021, in giardini, orti, prati, vigneti e campi coltivati di tutta la Svizzera comparvero migliaia di mutande bianche. Non erano state smarrite né abbandonate: erano state sotterrate intenzionalmente per studiare la vita nascosta nel terreno. L’iniziativa, promossa da Agroscope e dall’Università di Zurigo, aveva suscitato una risposta straordinaria. Gli organizzatori avevano dovuto selezionare un migliaio di partecipanti, tra cittadini, famiglie e agricoltori, fra oltre 1400 candidati. Anche la Svizzera italiana aveva aderito con entusiasmo e noi del giardino di Albert avevamo realizzato un reportage. Il test mutandeServizi 22.05.2022, 18:00Il giardino di Albert - di Davide Conconi e Elia Regazzi A ciascuno erano state consegnate due paia di mutande in cotone biologico e dodici bustine di tè, da interrare seguendo un protocollo preciso e da recuperare in due tappe: dopo uno e due mesi. Cinque anni dopo, quella curiosa esperienza collettiva è diventata uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Plants People Planet. E oggi la stessa ricerca ha ricevuto il premio Ig Nobel, distribuito a ricerche che prima fanno ridere e poi fanno riflettere, la cui cerimonia di premiazione si è svolta per la prima volta in Svizzera. https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/IgNobel-la-scienza-che-fa-ridere-e-pensare--3871097.htmlLo strumento principale di questa indagine scientifica fa ridere, ma i risultati dell’operazione sono straordinari. Infatti, i dati raccolti permettono di tracciare uno dei quadri più estesi mai realizzati sull’attività biologica dei suoli svizzeri. Un universo sotto i nostri piediIl suolo viene spesso percepito come un semplice supporto per edifici, strade e coltivazioni. In realtà è un ecosistema complesso, formato da particelle minerali, acqua, aria e materia organica. Si stima che il suolo ospiti il 59% della biodiversità globale. Circa il 95% degli alimenti dipende, direttamente o indirettamente, da esso. Il terreno immagazzina inoltre enormi quantità di carbonio, trattiene e filtra l’acqua (potabile) e contribuisce a proteggere gli ecosistemi dagli eventi estremi. Questa risorsa, tuttavia, non è illimitata. Erosione, compattazione, impermeabilizzazione, inquinamento e perdita di sostanza organica possono comprometterne le funzioni. La fertilità nasce infatti da un equilibrio delicato: gli organismi decompongono la materia organica, le piante utilizzano i nutrienti liberati e, con le loro radici e la copertura vegetale, proteggono a loro volta il terreno. L'onisco (porcellino di terra) è un protagonista del riciclo della materia organica nel suoloRSI-Il giardino di Albert/Elia RegazziCome funziona il test delle mutandeIl principio è semplice. Il cotone è composto soprattutto da cellulosa, una fibra vegetale che può essere degradata dagli organismi del suolo. Se, dopo alcune settimane, il tessuto appare molto consumato, significa che nel terreno la decomposizione biologica è intensa. Se le mutande rimangono quasi intatte, l’attività è invece più ridotta.Per rendere confrontabili i risultati, furono utilizzate 2’000 mutande in cotone biologico dello stesso modello. I partecipanti le interrarono lasciando fuori dal terreno soltanto l’elastico. Accanto collocarono bustine di tè verde e rooibos, un metodo già impiegato nella ricerca per misurare la velocità di decomposizione. Inoltre, raccolsero campioni di terra e informazioni sulla gestione dei siti.Dopo 2 mesi passati sottoterra, le mutande portano i segni della degradazione da parte degli organismi del suoloNicolas Zonvi/UZHNei laboratori di Agroscope, le mutande furono pulite, fotografate e analizzate per calcolare la percentuale di tessuto scomparsa. Le analisi del terreno permisero poi di mettere in relazione la degradazione con il pH, la sostanza organica, le sostanze nutritive, la tessitura, l’altitudine e l’uso del suolo.I giardini al primo posto, i prati rasati in codaLa decomposizione media passò da circa il 10% dopo un mese a poco più del 50% dopo due mesi. Ma le differenze tra un luogo e l’altro furono notevoli. Il fattore più importante risultò essere l’utilizzo del terreno, seguito dalle caratteristiche chimiche del suolo. Le mutande si decomposero maggiormente nei giardini privati, con una perdita media di tessuto vicina al 58%. Nei prati rasati, categoria che comprende i tappeti erbosi, la degradazione si fermò attorno al 40%. Campi coltivati e prati permanenti mostrarono valori intermedi, rispettivamente di circa il 51 e il 47%.Mutande dopo 2 mesi di permanenza nel suolo: più gli organismi del suolo sono attivi, più velocemente si decompone il cotone.Gabriela Brändle/AgroscopeI giardini presentavano anche le concentrazioni più elevate di carbonio organico e sostanze nutritive. Il compost e gli altri apporti organici possono favorire l’attività dei decompositori. Ma una mutanda molto degradata non indica automaticamente un ecosistema in perfetta salute. Lo studio suggerisce infatti che il test misuri soprattutto la fertilità e la disponibilità di nutrienti, più che la salute complessiva del suolo. Nei giardini privati il fosforo disponibile era in media circa quattro volte superiore a quello dei campi coltivati e spesso oltrepassava il livello necessario alla crescita delle piante. Una fertilizzazione eccessiva può favorire la perdita di nutrienti verso le acque e danneggiare alcuni organismi benefici. In un orto una decomposizione elevata può essere positiva, mentre in un ambiente seminaturale ricco di specie può segnalare un eccesso di nutrienti. La forza della scienza partecipativaDei materiali distribuiti tornarono ai ricercatori 1’752 mutande, 7’088 bustine di tè e 883 campioni di suolo. Dopo i controlli di qualità, 780 siti furono inclusi nelle analisi statistiche. Una raccolta di questa ampiezza sarebbe stata difficilmente realizzabile da un gruppo di ricercatori senza l’aiuto della popolazione. La scienza partecipativa non è però soltanto un modo per moltiplicare i punti di campionamento, ma permette anche di coinvolgere la popolazione nel processo scientifico e beneficiare della loro cultura. “Le persone che partecipano al progetto spesso hanno delle conoscenze che mancano ai ricercatori, ad esempio i contadini conoscono meglio il proprio suolo”, spiega Pia Viviani, comunicatrice scientifica titolare dell’agenzia Catta e co-vincitrice del premio Ig-Nobel 2026 per la Scienza del Suolo. https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Scienza-per-tutti--2510833.htmlIl contatto con i partecipanti e le discussioni con loro, ad esempio sul modo in cui gestiscono il suolo, sono un modo ulteriore per acquisire dati scientifici. “Noi chiamiamo queste persone, come i contadini, “esperti da esperienza”. È un sapere diverso da quello degli “esperti scientifici”, ma se unisci queste due conoscenze puoi raggiungere molto di più rispetto ai tradizionali studi condotti esclusivamente dai ricercatori”, aggiunge Viviani.Le mutande sono diventate l’emblema di questa ricerca ed è stato l’elemento che ha permesso agli autori di vincere l’Ig-Nobel. L’idea ha seguito l’esempio di un’iniziativa canadese, che però non mirava ad essere uno studio scientifico. Se i ricercatori avessero optato per una comune pezza di cotone, il progetto avrebbe difficilmente raggiunto lo stesso successo, sia nei confronti della copertura mediatica che di coinvolgimento della popolazione. “È stato essenziale che abbiamo scelto di utilizzare delle mutande, perché combinarle con la scienza risulta molto divertente ed è proprio questo il motivo per il quale così tante persone hanno partecipato”, commenta Viviani. Per convincere molti agricoltori, però, sono serviti argomenti ben più razionali “abbiamo dovuto mettere in evidenza l’importanza della salute del suolo e spiegare che partecipando avrebbero beneficiato di esami del terreno gratuiti”.Le mutande e il loro grado di degradazione sono un potente mezzo comunicativo per spiegare l'azione degli organismi del suolo...Gabriela Brändle/AgroscopeIl progetto ha ottenuto una risonanza internazionale, con servizi e articoli in oltre 25 Paesi, e ha trasformato un indumento quotidiano in un potente strumento di comunicazione scientifica. La conclusione è tanto semplice quanto efficace: per capire il suolo bisogna prima imparare a guardarlo, anche attraverso un paio di mutande. Giapponesi agli onori per uno studio su come soffiarsi il nasoI premi Ig-Nobel sono stati assegnati giovedì sera a Zurigo a dieci ricerche scientifiche tutte apparentemente più strampalate le une delle altre. La manifestazione, parodia dell’austera cerimonia dei Nobel, si è svolta per la prima volta al di fuori degli Stati Uniti.Tra i premiati, come detto, spiccano i ricercatori dell’Università di Zurigo, che hanno ricevuto come riconoscimento un’antica banconota da dieci bilioni di dollari dello Zimbabwe, che vale una decina di franchi presso i collezionisti, e un trofeo a forma di fungo gigante con piede umano, un oggetto molto meno scintillante della medaglia d’oro dei vincitori dei veri Nobel.Altri nove Ig-Nobel sono stati assegnati. Tra questi spiccano, in biomeccanica, un’équipe americano-britannica è stata premiata per aver finalmente dato una definizione precisa del bacio tra formiche, uccelli, orsi polari ed esseri umani, ossia un contatto orale costituito da movimento con la bocca e le labbra senza trasferimento di cibo. L’Ig-Nobel ha anche premiato ricercatori giapponesi per aver descritto il modo migliore di soffiarsi il naso nei loro lavori intitolati “studio sull’aerodinamica del soffiarsi il naso”. L’Ig-Nobel di fisica è stato attribuito a un’équipe di scienziati che ha cercato la forma che dovrebbe avere un orinatoio per evitare gli schizzi.Il prestigioso Ig-Nobel della Pace è andato a un’analisi che documenta il fatto che “apprezziamo gli amici che agiscono in modo vizioso con le persone che detestiamo”. In biologia, i ricercatori premiati si sono messi in gioco personalmente. Hanno testato ciò che spingeva o impediva ai serpenti velenosi di mordere un essere umano.Gli Ig-Nobel vengono assegnati da 35 anni. Per la prima volta nella sua storia, questa manifestazione non si svolge negli Stati Uniti a causa dell’inasprimento della politica americana sull’immigrazione. Vincitori provenienti da paesi malvisti dall’amministrazione statunitense avrebbero potuto essere impediti di entrare negli Stati Uniti.L’articolo segue la puntata di Millevoci, RSI- RETE UNO del 2.9.2026, dalle 11:30 circa
Il test delle mutande fra i vincitori degli Ig Nobel 2026 - RSI
La ricerca svizzera sul "test mutande" vince l'Ig Nobel 2026 a Zurigo: uno studio sulla salute del suolo che fa ridere e riflettere. Scopri i risultati sorprendenti.












