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Sotterrare duemila mutande in giro per la Svizzera aiuta a scoprire l’attività biologica e le condizioni del suolo. Grazie a questo uso poco ortodosso dell’abbigliamento intimo, un gruppo di ricerca svizzero ha vinto un Ig Nobel, i premi che vengono assegnati annualmente alle ricerche più strane e insolite. Il premio è una sorta di contraltare ai Nobel, che vengono invece annunciati a inizio ottobre.

La ricerca sulle mutande, e altre su come trasformare le proboscidi delle zanzare in stampanti 3D e su come soffiarsi al meglio il naso, sono state premiate giovedì durante una cerimonia densa di scienza e gag nerd. Gli Ig Nobel (dal gioco di parole con la parola inglese “ignoble”, cioè ignobile) sono stati consegnati a Zurigo, in Svizzera, e non a Boston negli Stati Uniti come avveniva di solito.

Lo spostamento si è reso necessario a causa delle forti limitazioni imposte dall’amministrazione Trump per chi proviene da diverse parti del mondo. L’anno scorso quattro dei dieci vincitori avevano preferito non partecipare alla premiazione proprio per evitare rischi col loro viaggio negli Stati Uniti.

Nello spirito umoristico dell’iniziativa, il gruppo di ricerca dello studio sulle condizioni del suolo si è presentato sul palco con una portabandiera che sventolava alcune mutande usate nell’esperimento e un ricercatore travestito da insetto. Per il loro studio, i ricercatori avevano inviato a mille volontari in Svizzera due mutande di cotone, da seppellire in modo da osservare come la cellulosa che costituiva il tessuto veniva decomposta da batteri, funghi e altri organismi presenti nel suolo. Il metodo è stato poi messo a confronto con quello delle bustine da tè, che vengono già usate per questo tipo di test.