Roma, 4 settembre 2026 – Mutande bianche sepolte in Svizzera per capire quanto sia vivo un terreno, oppure le equazioni per progettare un orinatoio che schizzi meno, ma anche l’analisi delle proteine del latte degli scarafaggi per capire il loro sorprendente contenuto energetico, come pure le proboscidi delle zanzare trasformate in ugelli per le stampanti 3D. Sono alcune delle ricerche premiate quest’anno con gli Ig Nobel, i riconoscimenti annuali che celebrano gli studi capaci, secondo la filosofia del premio, di “prima far ridere e poi far riflettere”. Non un “anti-Nobel” ma piuttosto un Nobel alternativo e ironico, un premio che dietro all’apparente assurdità, seleziona comunque esperimenti veri, tutti condotti con metodi scientifici e pubblicati su riviste accademiche.
Il nome e la storia del premio
Il nome Ig Nobel nasce dal gioco di parole tra la celebre onorificenza istituita da Alfred Nobel e “ignoble”, sono organizzati da 36 anni dalla rivista Annals of Improbable Research e vengono assegnati ogni anno alle ricerche più improbabili, curiose o apparentemente inutili. L’ironia che caratterizza il premio non equivale a pseudoscienza o invenzioni irreali, e tutti gli studi premiati sono ricerche vere eseguite con rigore scientifico e verificabile, con il solo obiettivo di “celebrare l'insolito, onorare l'immaginazione e stimolare l'interesse per la scienza, la medicina e la tecnologia”, recita la presentazione ufficiale dei premi. E ‘The Stinker’, la mascotte dei premi Ig Nobel che rappresenta la celebre scultura ‘The Thinker’ di Auguste Rodin però caduta dal piedistallo, ne è il chiaro emblema. All’edizione 2026 si è poi aggiunto anche un elemento di riflessione geopolitica nuovo, perché dopo 35 cerimonie dell’assegnazione degli Ig Nobel svolte negli Stati Uniti, si è svolta per la prima volta in Europa, il 3 settembre a Zurigo. Secondo gli organizzatori, la scelta è stata legata al clima ritenuto ostile negli Stati Uniti nei confronti della comunità scientifica, ma nonostante tutto la cerimonia ha conservato alcuni dei suoi rituali, dal lancio degli aeroplanini di carta alla presenza di diversi premi Nobel, al trofeo bizzarro che quest’anno era un gigantesco fungo con un piede umano alla base e un supporto simile a un pezzo di formaggio, oltre a un riconoscimento in denaro pagato con una banconota da 10 miliardi di dollari dello Zimbabwe, denaro fuoricorso che però vale circa 10 euro presso i collezionisti. Il premio rappresenta un gigantesco fungo con un piede umano e un supporto simile a un pezzo di formaggio (Ansa)












