Di: Il giardino di Albert / Simone Pengue Bizzarra, travolgente, imprevedibile. Irriverente. Ma, soprattutto, scientifica. È la cerimonia di consegna del premio scientifico satirico Ig Nobel, che si è tenuta giovedì 3 settembre a Zurigo. La serata non ha risparmiato alcun tipo di spettacolo, tra costumi di ogni genere, canzoni, aeroplanini di carta e battute senza limiti. Tutto sotto l’insegna della scienza, in un auditorium, quello della Kongresshaus di Zurigo, dove a fare da contrappeso alla stravaganza c’erano ricercatori, appassionati e perfino alcuni premi Nobel. https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Il-test-delle-mutande-fra-i-vincitori-degli-Ig-Nobel-2026--4057524.htmlPrima ridi, poi pensaL’Ig Nobel è un premio che dal 1991 viene assegnato, secondo il principio “prima ridi e poi pensa”, alle ricerche che destano maggiore curiosità. Gli organizzatori, coordinati dalla rivista scientifica satirica Annals of Improbable Research, non si concentrano quindi sull’impatto delle scoperte o sulla difficoltà tecnica, ma sull’attenzione che riescono a suscitare. Spesso, quindi, l’effetto umoristico è garantito, complice il carisma dell’ideatore del premio, il matematico ed editore Marc Abrahams, e l’autoironia dei vincitori. Per la prima volta dopo 35 anni, l’evento si è tenuto fuori dagli Stati Uniti, da dove si è allontanato anche a causa delle restrizioni all’ingresso nel Paese introdotte dall’amministrazione Trump, che nelle scorse edizioni hanno reso difficile garantire la partecipazione di tutti i vincitori alla cerimonia. Il comunicatore scientifico Mirko Bischofberger, parte dell’organizzazione dell’evento, ha spiegato così la scelta della Confederazione: “In America è difficile far arrivare tutti i partecipanti da ogni parte del mondo. La Svizzera, invece, è l’opposto: è un Paese al centro dell’Europa, molto stabile e molto neutrale, quindi, per tutti i vincitori è facile venire qui”. L’iniziativa ha potuto contare sul supporto dell’Università di Zurigo e del Politecnico Federale di Zurigo ed ha raccolto grande entusiasmo dal pubblico, registrando il tutto esaurito in pochi giorni dalla messa in vendita dei biglietti. Inoltre, già da aprile, decine di persone si sono offerte volontarie per aiutare nello svolgimento delle operazioni prima e durante l’evento. Il prossimo anno la cerimonia si terrà ad Anversa, in Belgio, e, mentre negli anni dispari ruoterà tra diversi Paesi, in quelli pari tornerà sempre a Zurigo. Il racconto della bizzarra cerimoniaLa serata zurighese è stata un vero successo e, come da tradizione per gli Ig Nobel, la cerimonia aveva ben poco di ordinario. I premiati indossavano infatti costumi decisamente bizzarri, così come i relatori che si sono susseguiti durante la kermesse e tutti hanno saputo dare un accento umoristico alla propria ricerca. Tra uno sketch – pardon, discorso – e l’altro, si sono susseguite danze e canti, persino lirici, su temi ispirati alla scienza. Come se non bastasse, in diversi momenti gli spettatori sono stati chiamati a lanciare collettivamente aeroplanini di carta nella gremita sala della Kongresshaus. Aeroplanini di carta durante la cerimoniaKEYSTONELe trovate sopra le righe non finiscono qui: se un premiato sforava il minuto concesso per il proprio discorso tre persone travestite da banana si avvicinavano al pulpito e lo costringevano a interrompere. L’elenco delle trovate imprevedibili non finisce qua e tra una battuta e l’altra, Marc Abrahams ha trovato spazio anche per diverse frecciate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, notoriamente in conflitto con la comunità accademica statunitense. Il fondatore degli Ig Nobel Marc Abrahams interrotto da tre persone vestite da bananaKEYSTONENon mancava, però, la scienza con la “S” maiuscola. Gli Ig Nobel erano infatti conferiti da vincitori del premio Nobel, tra i quali lo svizzero Michel Mayor, e tra i numerosi relatori c’è stato anche Alessio Figalli, matematico del Politecnico e vincitore della medaglia Fields, il prestigiosissimo “Nobel della matematica”. I premi Nobel Esther Duflo, Abhijit Banerjee, Michel Mayor e Tim Hunt con delle mutande ricevute durante la premiazioneKEYSTONEIl premio svizzeroTra i vincitori spicca sicuramente, nella categoria “scienza del suolo”, l’ormai celebre test delle mutande, una ricerca sulla fertilità del suolo portata avanti da Agroscope e dall’Università di Zurigo. Nel progetto, oltre mille coltivatori, tra professionisti e amatoriali, hanno utilizzato mutande di cotone per misurare l’attività del sottosuolo. Anche in questo caso, il comitato del premio ha saputo trovare l’angolo dal quale mettere maggiormente in risalto l’aspetto curioso e divertente del progetto, conferendo ufficialmente il premio “per aver seppellito 1.000 paia di mutande identiche in più di 25 Paesi, per poi dissotterrarle due mesi dopo”. Il comitato ha così saputo evidenziare in modo dissacrante e umoristico mette in risalto i metodi e l’efficacia comunicativa della ricerca. Il test mutandeServizi 22.05.2022, 18:00Il giardino di Albert - di Davide Conconi e Elia Regazzi Pia Viviani, comunicatrice scientifica, co-vincitrice dell’Ig Nobel e titolare dell’agenzia Catta, racconta: “Era un mio sogno da vent’anni: riuscire, un giorno, a vincere proprio l’Ig Nobel. Era l’unico premio scientifico che avrei voluto vincere, non mi interessava nessun altro. Questo premio manda un messaggio: anche la scienza partecipativa è vera scienza”. La risata, però, è un aspetto fondamentale dei progetti di scienza partecipativa, che devono sfruttare ogni mezzo comunicativo per avvicinare le persone. “Le persone erano interessate perché era divertente. Pensavano: ‘Mutande e scienza? Deve essere uno scherzo!’. E poi scoprono che non è uno scherzo, ma un progetto scientifico e che tutti possono farne parte”. La cerimonia degli Ig Nobel di Zurigo è stata una vera e autentica celebrazione della cultura scientifica di tutto il mondo. Una serata come poche altre, dove gli organizzatori hanno saputo mantenere la loro difficile promessa: prima ridi e poi pensa. Segue da Millevoci di mercoledì 2 settembre 2026