Salendo a bordo di Poste gli azionisti di Tim possono centrare almeno tre obiettivi: ridurre il rischio legato a un'eredità pesante di bilancio, tornare al dividendo e scommettere sul consolidamento europeo del settore tlc. L'ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante, sintetizza così il vantaggio per i soci del gruppo tlc - a cui si rivolge direttamente - chiamati entro venerdì a decidere se aderire all'Opas dopo il rilancio della vigilia di 30 centesimi. L'ad lo fa commentando l'operazione che farà decollare un gruppo con 5 miliardi di margini operativi, una capitalizzazione da 50 miliardi e 150mila dipendenti, in un panel alla kermesse della Lega: "A Tua Difesa - Verso la finanziaria 2027" con il ministro dell'Economia che parla di «visione» per il Paese in un settore tecnologicamente fondamentale per lo sviluppo dell'economia.
Più in particolare, l'Opas di Poste su Telecom (di cui ha già il 20%) «vuol dire non essere più azionisti di una quotata che fa solo tlc, e che dai tempi della privatizzazione ha visto il titolo passare da 5 euro a 22 centesimi», precisa Del Fante, «E vuol dire invece rientrare in un gruppo che negli ultimi nove anni ha quintuplicato il valore per i propri azionisti», spiega. Quindi «c'è una riduzione del rischio del proprio investimento e la possibilità di tornare ad essere pagato in maniera abbastanza sicura un dividendo nei prossimi anni», fa presente ancora l'ad, che parla anche di una grande occasione per diventare un "colosso" a livello europeo. «Potremmo tornare a dire che l'Italia ha un operatore che accompagna il Paese nella transizione digitale e nella transizione dell'intelligenza artificiale ma se ci saranno opportunità fuori dall'Italia e quindi se c'è un processo di consolidamento europeo possiamo sederci al tavolo e valutare se c'è una opportunità anche per noi», aggiunge, guardando quindi al valore potenziale (il terzo vantaggio), in questo caso.Ieri i prezzi di Telecom in Borsa si sono di fatto allineati alla nuova offerta ritoccata di Poste azzerando lo sconto della stessa Opas sui valori di Piazza Affari. Le adesioni hanno invece raggiunto il 7,15%, una percentuale che deve tener conto che è stata cancellata la soglia minima del 66,67% per l'efficacia dell'operazione e che oltre la scande dell'11 settembre resta la finestra di riapertura tra il 21 e il 25 settembre. A Piazza Affari i due titoli chiudono la seduta rispettivamente in rialzo del 2,89% e dello 0,53%. Un segnale positivo. R del resto, il rilancio di Poste è considerata dagli analisti una «mossa pragmatica» che evidenzia la «determinazione» di «concludere positivamente» l'offerta a costo di trasferire un po' più di valore agli azionisti del gruppo telefonico in cambio di «una struttura azionaria più pulita», che consente di «massimizzare la possibilità di estrarre sinergie, semplificare la governance e accelerare l'integrazione della piattaforma», scrivono gli analisti di Intermonte e Kepler Cheuvreux.













