«Con Tim si aprono opportunità fuori dall'Italia e potremo valutare consolidamenti nell'Ue».

All'indomani del ritocco di 30 centesimi del prezzo dell'opas di Poste Italiane per conquistare l'intero capitale della società tlc, l'amministratore delegato del gruppo postale Matteo Del Fante ha spiegato più in dettaglio le motivazioni dell'operazione.

Negli ultimi tre anni «il management di Tim ha portato avanti un ottimo lavoro, mettendo in sicurezza l'azienda, ma negli ultimi 20 anni c'era stato un eccesso di indebitamento che non consentiva alla società di sostenere i necessari investimenti nell'innovazione, penalizzando il Paese», ha sottolineato l'ad intervenendo a un evento della Lega. «Non possiamo perdere il treno dell'innovazione digitale» e ora le risorse ci saranno, ha aggiunto.

Con l'integrazione di Tim in Poste il gruppo avrà un bilancio di 5 miliardi di margine operativo, 50 miliardi di capitalizzazione e 150 mila dipendenti. «Sarà un operatore che potrà accompagnare il Paese nella transizione digitale e nell'intelligenza artificiale e se c'è un processo di consolidamento europeo possiamo sederci al tavolo», ha aggiunto, mentre gli azionisti Tim che aderiranno all'opas potranno entrare nel capitale di un gruppo più grande e diversificato tornando al dividendo dopo anni difficili.