Un lettore scrive:«Trovo inaccettabile il fatto che, da almeno 5 anni ,una vergognosa scritta a caratteri cubitali, sul muro dell'ex carcere delle Nuove sia ben presente ,ben visibile e non si faccia nulla per toglierla. Quel "Fuoco alle galere" giganteggia da tempo immemore sul muro di corso Vittorio, probabile retaggio di una delle tante dimostrazioni di piazza. Mi sembrerebbe atto doveroso delle istituzioni cancellarlo, ma non fuori tempo massimo come evidentemente sta succedendo. Sono comunque sicuro che il nostro sindaco Lo Russo, sempre attento ai problemi della città , acceleri lo sverniciamento o quantomeno ci sia già un progetto per togliere quella scritta bianca, enorme e colante. Grazie».Vittorio C. Una lettrice scrive:«Leggo sconcertata l'articolo che annuncia la "Rivoluzione dehors", con l'avvio dell'iter per la riforma che abolisce l'obbligo di rinnovo annuale, prevede incentivi al restyling e semplificazione alla nascita di nuove installazioni. Da che reale esigenza e richiesta partirebbe questa riforma, quella di trovare introiti aggiuntivi per le casse del Comune? Realmente nelle vie del centro, del Quadrilatero, delle zone della movida si sente l'esigenza di avere più dehors di quanti già non ce ne siano ora? Percorrendo a piedi e in bicicletta e non di rado le strade del centro e di alcune zone della movida, costeggio numerosi dehors che occupano con tavoli, sedie, transenne e arredi gran parte dei marciapiedi, tanto da rendere meno agevole il passeggio, o che riducono la carreggiata nelle strette vie centrali tanto da rendere più difficoltoso il transito ai mezzi. A parte i problemi di spazio, ben noti sono quelli legati ai numerosi dehors nelle zone della movida. Ma allora davvero ne vogliamo consentire la moltiplicazione, finanziandone anche il restyling? Forse mi sbaglio ma turisti e cittadini apprezzerebbero di più la presenza di mezzi di trasporto più capillari e frequenti, la presenza di aree verdi al riparo dalla calura estiva, maggiore pulizia, strade e marciapiedi senza buche e controlli maggiori per i dehors esistenti, per rendere le serate più sicure e meno rumorose e magari il finanziamento di iniziative culturali per animare gli spazi esistenti».Alessandra Una lettrice scrive:«Caro Specchio, ti scrivo per qualcosa di leggero come un accento. Sistemato quello, ora corretto, per il capolinea del 18 in piazza Sofia, sarebbe parimenti giusto per l'ultima fermata della metropolitana sentire pronunciare correttamente piazza Bengàsi. E' una cosa piccola, ma è un segnale di sciatteria».Graziella DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376
Specchio dei Tempi, le lettere di martedì 8 settembre 2026
«Il sindaco cancelli quella scritta» – «Dateci più autobus, più aree verdi e più sicurezza: i dehors non servono» – «Gtt ora correggiamo l’accento di Bengàsi»







