«La Madonna del Sacro Monte di Viggiano rappresenta per i lucani una presenza materna che attraversa la storia e la vita delle nostre comunità. A Lei, Regina e Patrona della Lucania, generazioni di uomini e donne hanno affidato la propria vita, le gioie e le prove quotidiane. La sua immagine appartiene profondamente alla storia della nostra gente e ci richiama alle radici della fede, conducendoci sempre a Cristo, fonte della nostra speranza». È un richiamo ad una devozione dalle radici antiche quello che l’arcivescovo di Potenza, Marsiconuovo e Muro lucano, Davide Carbonaro, indica in attesa delle celebrazioni della Madonna di Viggiano.
Un anelito di speranza che torma nelle ore in cui la sacra effigie della Vergine nera, Regina e Patrona della Basilicata, scenderà dal monte per arrivare nella piazza del paese, dove l’attendono migliaia di pellegrini provenienti da tutto il Mezzogiorno. È il segno di una comunità che si ritrova attorno alla Madre celeste, che guarda al suo esempio per imparare l’accoglienza, la pazienza, la pace. Un “popolo in cammino” che si stringe agli altri senza confini, perché come ha ripetuto in passato monsignor Carbonaro: “La festa della Madonna Nera non è solo un momento di devozione, ma un’occasione per riflettere sul nostro impegno verso la comunità e verso la nostra terra. È un richiamo a non dimenticare le sfide quotidiane che affrontiamo, ma anche a riconoscere la bellezza e la forza che risiedono nel popolo lucano”.











