Cambiano i nomi, le immagini e i rituali. C’è la Madonna del Pilerio a Cosenza, la Madonna del Pettoruto tra le montagne del Cosentino, la Madonna della Montagna nella Piana di Gioia Tauro e quella della Consolazione a Reggio Calabria. Lungo la costa ionica viene invocata la Madonna di Portosalvo, mentre a Tropea la città attende la festa della Madonna di Romania. Ci sono poi Maria Bambina, la Madonna delle Grazie, della Luce, del Soccorso e di Termine. Dietro le differenti invocazioni c’è sempre la stessa figura: Maria, madre di Gesù. L’8 settembre la Chiesa celebra la Natività della Beata Vergine Maria e in Calabria questa ricorrenza religiosa si intreccia da secoli con pellegrinaggi, fiere, processioni, falò e antiche consuetudini contadine.
Non tutte le celebrazioni culminano materialmente nello stesso giorno: alcune si svolgono il 7 o il 9 settembre, altre nel secondo sabato del mese. Tutte, però, appartengono al grande ciclo mariano che accompagna in Calabria la festa della Natività della Vergine. È uno dei periodi nei quali il rapporto della Calabria con il culto mariano emerge in tutta la sua intensità. Dai paesi arroccati sulle montagne alle città affacciate sul mare, statue e dipinti escono dalle chiese, le campane suonano, le famiglie rientrano nei luoghi d’origine e le piazze tornano a riempirsi.













