Roma, 9 set. (askanews) – Zaini pronti, libri nuovi, il suono della prima campanella: per milioni di studenti italiani il ritorno a scuola è già iniziato o è alle porte. Ma dietro l’organizzazione di orari e materiali, per molti ragazzi che vivono nelle periferie del Paese, tornare in classe significa anche tornare a misurarsi con la paura di non farcela, di restare indietro, di sentirsi esclusi. È quanto racconta una ricerca svolta tra gli studenti che partecipano alle attività educative promosse da Salesiani per il sociale – rete associativa che riunisce oltre 600 realtà in tutta Italia impegnate nella tutela dei minori – in alcune scuole di periferia a Roma, Torino, Palermo, Macerata e Cisternino.

I ragazzi continuano a credere nel valore della scuola – lo dice il 76% di loro – ma vivono quell’esperienza con fatica: solo il 46% dichiara di frequentarla volentieri. Ancora più forte è il dato sull’inclusione: quasi 9 studenti su 10 non si sentono completamente al riparo dal rischio di restare ai margini del gruppo. E quando si guarda avanti, il quadro non cambia: appena il 36% si dice libero dal timore di un futuro fatto di insoddisfazioni e rimpianti, mentre un altro 32% resta in bilico, senza riuscire a immaginarlo con serenità.