Milano, 9 settembre 2026 – Cosa succede quando scocca l’ora di passare il testimone ma al momento della consegna non c’è alcuna mano aperta, pronta allo scambio? Questa immagine racconta quanto sta accadendo in molte imprese, anche lombarde, negli ultimi anni. Realtà strette tra due trend, paralleli e inconciliabili. Da un lato, infatti, cresce l’età degli imprenditori (quasi 315mila titolari di imprese individuali italiane hanno almeno 70 anni). Dall’altro si restringe rapidamente la platea dei giovani che potrebbero raccoglierne il testimone. Questo doppio movimento emerge dal dossier CNA "Imprese senza ricambio", che fotografa a livello provinciale e settoriale l'esposizione del sistema produttivo italiano al rischio di mancato passaggio generazionale. Un fenomeno che mette a rischio un significativo patrimonio umano e di competenze. Le piccole e medie imprese sono l’ossatura dell’economia europea
La situazione a Milano
Milano, una delle realtà più dinamiche a livello nazionale (e non solo), è pienamente dentro questo meccanismo. Il territorio meneghino è al terzo posto in Italia (alle spalle di Napoli e Roma) per numero assoluto di titolari di imprese individuali con almeno 70 anni: secondo gli ultimi dati disponibili (Unioncamere 2025) sono circa 8.000 i titolari ultrasettantenni nella città metropolitana di Milano. Secondo CNA Milano si tratta di un dato particolarmente significativo per un territorio come quello milanese, caratterizzato da un tessuto diffuso di piccole imprese, artigianato, attività manifatturiere, commerciali e di servizi, nelle quali competenze, esperienza e relazioni costruite in decenni di attività rappresentano spesso una parte fondamentale del valore dell'impresa stessa. Un'impresa artigiana (foto di archivio)











