La circostanza emersa nella III Commissione consiliare del Comune di Vibo quando Forza Italia, in ordine all’imminente riapertura del Centro di Aggregazione Sociale (CAS) di Vibo Marina, ha denunciato l’assenza dei certificati di collaudo e agibilità della struttura

VIBO VALENTIA – Un durissimo scontro tecnico e procedurale si è consumato all’interno della terza commissione consiliare del Comune guidata da Silvio Pisani dove al centro della discussione, sollecitata da Forza Italia, vi è la riapertura del Centro di Aggregazione Sociale (CAS) di Vibo Marina, infrastruttura di vitale importanza per la comunità locale e per la popolazione anziana del borgo costiero.

L’INCARICO CONTESTATO AL PROFESSIONISTA

A sollevare un fitto polverone di contestazioni è stata la consigliera comunale azzurra, Carmen Corrado, che ha analizzato con lenti prettamente tecniche la determina del 16 luglio 2026, firmata dal capo del sesto settore manutentivo Filippo Nesci. Un atto definito dalla consigliera come una procedura «completamente sbagliata» e priva di qualsiasi fondamento all’interno del vigente Codice dei Contratti Pubblici. La determina affida all’ingegnere Massimo Mazzeo, per un importo di 3.000 euro, l’incarico per la redazione di un «sedicente “attestato di idoneità d’uso dei luoghi” relativo all’edificio comunale situato nella traversa IV di via Parodi, a Vibo Marina».