Crisi Tisg: la Fiom-Cgil non accetta scorciatoie finanziarie né continuità mascherate. "Servono discontinuità reale e un piano industriale serio per il cantiere di Marina di Carrara" scrive Umberto Faita della Fiom Cgil. La vertenza che interessa il cantiere del lusso è a un crocevia fondamentale per il futuro economico, industriale e occupazionale del nostro territorio. Di fronte alle notizie relative alla proposta di acquisto avanzata da Tisg Asia, la Fiom-Cgil di Massa Carrara esprime fortissime perplessità e la più ferma contrarietà a qualsiasi operazione che profili una “continuità mascherata”.
"Non possiamo – scrive Faita – tollerare che dietro a formule di indipendenza formale si celi il prolungamento di logiche e assetti commerciali preesistenti. Essendo la società di Hong Kong, storicamente legata al ruolo di rivenditore di Tisg, è espressione commerciale esclusiva per i mercati orientali. Il distretto nautico apuano, i lavoratori e l’intero indotto non hanno bisogno di facciate di comodo o di operazioni finanziarie opache, ma di una svolta netta e trasparente. Come Fiom-Cgil ribadiamo con forza che il percorso di salvataggio e rilancio non può prescindere da un cambio di passo radicale nella gestione e nella governance. Serve un’effettiva discontinuità rispetto al passato per garantire trasparenza e risanamento strutturale. Respingeremo qualsiasi tentativo di utilizzare veicoli societari esteri o operazioni di facciata che servano solo a eludere le responsabilità industriali o a tutelare i vecchi asset a scapito della stabilità del sito produttivo. Il cantiere di Marina di Carrara – prosegue la nota della Fiom –, i brand di eccellenza e la professionalità delle maestranze metalmeccaniche meritano investimenti industriali concreti, volti alla piena saturazione degli impianti, alla tutela rigorosa del perimetro occupazionale e al rispetto dei crediti dei subappalti e della filiera locale a tutela delle lavoratrici e lavoratori sia diretti che dell’indotto. Il futuro della nautica a Massa Carrara non è merce di scambio per operazioni di ingegneria finanziaria: terremo alta la guardia e mobiliteremo la categoria affinché ogni decisione metta al centro il lavoro, i diritti e la dignità del nostro territorio".






