di Daniele Rosi
Dopo la conferma del Tribunale di Firenze delle misure protettive richieste da Tisg con la procedura del concordato in bianco, la Fiom-Cgil interviene per fissare alcuni paletti in vista dei prossimi sviluppi della vertenza. Il sindacato prende posizione sulle possibili soluzioni per garantire la continuità aziendale, ribadendo che qualsiasi operazione dovrà salvaguardare integralmente occupazione, siti produttivi e indotto. Il parere di Fiom-Cgil arriva a pochi giorni dall’incontro in Prefettura, durante il quale l’azienda ha confermato l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per circa 200 dipendenti diretti. Parallelamente, il Tribunale ha disposto la conferma delle misure protettive per quattro mesi. Per il sindacato, però, la prospettiva della continuità aziendale non può limitarsi alla tutela della sola società.
"Qualsiasi ipotesi che venga avanti – scrive il sindacato – non può non tenere in considerazione tutto il battente occupazionale che oggi insiste dentro al perimetro di The Italian Sea Group", riferendosi dunque non soltanto ai lavoratori diretti del cantiere, ma anche quelli dell’appalto e del subappalto. Il sindacato estende il ragionamento anche all’eventuale ingresso di nuovi soggetti. Sia nel caso in cui The Italian Sea Group prosegua la propria attività, sia nell’ipotesi di un subentro, la richiesta è che venga mantenuto l’attuale organico. "Qualsiasi operazione – afferma la Fiom – deve necessariamente tenere in conto del personale che oggi insiste nel cantiere, che deve restare lo stesso". Fiom Cgil precisa di non voler interferire con il lavoro dei commissari nominati nell’ambito della procedura, ma ribadisce la propria ‘ferma opposizione a qualsiasi tipo di scorciatoia’. La richiesta è che ogni soluzione tenga insieme l’intero gruppo produttivo: dal cantiere della Spezia alla falegnameria di Terni, passando per la sede di Marina di Carrara. "Se qualcuno ha intenzione di mangiarsi la ciliegina - conclude in modo netto il sindacato - diciamo fin da ora che prima dovrà prendersi tutta la torta, indotto compreso". La Fiom annuncia infine che porterà questa posizione anche al tavolo convocato dalla Regione il prossimo 20 luglio, considerato uno dei prossimi passaggi chiave della vertenza.







