Il rush finale
Sara Gilardi
Powered by
In molti si aspettavano la fumata bianca sulla nuova legge elettorale entro questa settimana; eppure, con un certo grado di compiacimento da parte dei costituzionalisti, bisognerà attendere almeno la fine del mese per l’approvazione (con il testo definitivo che potrebbe comunque vedere la luce già a partire da ottobre). È ricominciato di fatto il rush finale alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove il testo sarà atteso in Aula mercoledì 9 settembre.
In queste settimane a rianimare il dibattito parlamentare è stata proprio l’ipotesi di inserimento del ballottaggio, anche se sembra essere tramontata tra i vertici della maggioranza. Nel rifinire la creatura giuridica di cui vedremo a breve i risultati, c’è l’abbassamento del premio di maggioranza dal 42% al 41% con un emendamento di Fratelli d’Italia. È stata proprio la Corte costituzionale, con la celebre sentenza sull’Italicum, a contemplare il premio di governabilità al 40%, un punto di equilibrio ritenuto ragionevole tra stabilità e rappresentatività: di conseguenza, il fatto che la maggioranza di Giorgia Meloni si muova tra il 42% e il 41% rientra in un ambito ormai pienamente sdoganato dal giudice delle leggi.











