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La nuova legge elettorale si farà, con le preferenze e senza ballottaggio. È questo il succo delle indiscrezioni raccolte dalla Verità.

I nodi da sciogliere al Senato

La giornata di ieri in Commissione Affari Costituzionali al Senato è stata dedicata alle votazioni sugli emendamenti: si va avanti a oltranza, il testo dovrebbe arrivare all’esame dell’Aula tra domani e dopodomani senza mandato al relatore. Il centrodestra ha ancora alcuni nodi da sciogliere, in particolare come formulare nella maniera migliore l’emendamento sui capolista bloccati e il resto dei parlamentari da eleggere con le preferenze, clamorosamente bocciato alla Camera grazie al voto segreto.

Una volta approvato al Senato, a voto palese, si renderà necessaria una terza lettura a Montecitorio, dove per evitare nuovi agguati dei franchi tiratori dovrebbe essere posta la fiducia. Il meccanismo studiato dal centrodestra rende le preferenze effettivamente efficaci solo per i partiti più grandi, in particolare Fdi e Pd: le altre forze politiche eleggeranno un numero di deputati e senatori grossomodo corrispondente ai capolista, e quindi comunque sia scelti dalle segreterie dei partiti.