La partita sulla nuova legge elettorale entra nel vivo al Senato. A Palazzo Madama, è iniziato l’esame del disegno di legge destinato a ridefinire in profondità criteri e modalità di selezione della classe politica, superando la rigidità delle liste interamente bloccate. Il testo uscito inizialmente dalla Camera escludeva le preferenze, ma nel confronto parlamentare ha preso corpo un impianto ibrido “a due velocità”.

Scheda a doppio canale: vertice blindato, competizione sotto

Al centro della riforma figura una scheda con sette candidati per lista e due distinti livelli di legittimazione:

Capolista bloccato: collocato in cima e separato graficamente, resta tutelato dalla posizione assegnata dal partito; l’elettore non può sostituirlo né metterlo in competizione con gli altri nomi.

Sei candidati contendibili: i successivi sei sono soggetti al voto di preferenza; ogni elettore può indicare fino a tre preferenze, nel rispetto dell’alternanza di genere.