Per il ministro dell'Istruzione Valditara, i dati confermano la "solidità della nostra istruzione", ma i dati "suggeriscono che molti sistemi sono meno efficaci nel sostenere tutti gli studenti": i giovani fanno più fatica a raggiungere i livelli più basilari di competenzaPer il ministro dell'Istruzione Valditara, i dati confermano la "solidità della nostra istruzione", ma i dati "suggeriscono che molti sistemi sono meno efficaci nel sostenere tutti gli studenti": i giovani fanno più fatica a raggiungere i livelli più basilari di competenzaChe cosa dovrebbero conoscere e saper fare i cittadini di domani? È questa la domanda a cui l’Ocse cerca di rispondere dal Duemila, quando per la prima volta ha sottoposto i ragazzi di 15 anni di 43 Paesi al Pisa, il Programma per la valutazione internazionale degli studenti. La rilevazione mira a stabilire in che misura i giovani abbiano acquisito conoscenze e competenze chiave, essenziali per una piena partecipazione alla vita sociale ed economica. Nel 2025 è stata condotta in 91 Paesi ed economie in tutto il mondo e la materia chiave è stata la scienza, ma i test contemplano anche matematica, lettura e risoluzione di problemi. L’anno scorso ci sono state anche due prime volte: la valutazione dell’apprendimento nel mondo digitale e la competenza di lingua straniera per tutti quei Paesi in cui l’inglese non è lingua principale d’insegnamento.In Italia i risultati del Pisa sono spesso letti con particolare attenzione. Dopo l’edizione del 2022, in cui l’Italia aveva mostrato risultati relativamente solidi, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara accoglie il report del 2025 come conferma della “solidità per il nostro sistema di istruzione, che supera significativamente per la prima volta la media Ocse”. Per il ministro è buono il risultato degli studenti italiani in lettura con 474 punti, 13 in più della media Ocse: “Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale. Il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito”. In matematica siamo più bravi dei francesi, dei tedeschi, degli statunitensi e degli svedesi.Il risultato italiano va però letto alla luce della flessione generalizzata registrata nell’area Ocse. L’organizzazione commenta i dati parlando di un generale “calo del livello di preparazione degli studenti” che trova conferma nei Paesi protagonisti della valutazione, “dove i risultati medi risultano i più bassi mai registrati nell'ambito del Programma in matematica e lettura”. Nell’area Ocse, infatti, “ormai uno studente quindicenne su cinque presenta un livello insufficiente in scienze, matematica e lettura, contro il 16% del 2022”. Nel complesso dei sistemi educativi, il divario tra performance peggiori e migliori "è oggi il più ampio mai registrato dal Pisa, in tutte le materie". Il gap si sente soprattutto nelle scienze, dove il divario tra i Paesi Ocse “si è ampliato in media di oltre 15 punti”, circa nove mesi di apprendimento, “tra il 2018 e il 2025”. I peggiori sono Lussemburgo e Stati Uniti, che hanno 290 punti di distanza tra studenti con i risultati migliori e quelli con i risultati peggiori nelle scienze. I dati mostrano anche che, “gli studenti con i risultati più bassi sono spesso peggiorati rispetto a 20 anni fa”, sollevando questioni sulla qualità della formazione scolastica in molti Paesi. Si legge nel rapporto che le rilevazioni «suggeriscono che molti sistemi educativi stanno diventando meno efficaci nel sostenere tutti gli studenti, con una quota crescente di ragazzi che fatica a raggiungere persino i livelli più basilari di competenza». Ma non è sempre vero: negli ultimi dieci anni Turchia, Emirati Arabi Uniti, Montenegro, Qatar e Repubblica Slovacca “hanno contemporaneamente ridotto la quota di studenti con basse performance e aumentato quella degli studenti con performance elevate”, mentre “Taipei cinese, Colombia, Corea, Lussemburgo, Macao, Romania e Stati Uniti hanno aumentato la quota di studenti con risultati eccellenti”.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Studenti italiani sopra la media Ocse in lettura e scienze, ma nel 2025 uno su cinque presenta un livello di preparazione insufficiente
Per il ministro dell'Istruzione Valditara, i dati confermano la "solidità della nostra istruzione", ma i dati "suggeriscono che molti sistemi sono meno efficaci










