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Gianna Fregonara e Orsola Riva

Presentato il rapporto mondiale sulla scuola Ocse-Pisa 2025. Crescono le difficoltà degli studenti in italiano e matematica, meglio nelle scienze. E molti ragazzi si sentono "esclusi"

I risultati dei quindicenni italiani sono in linea con quelli dei loro coetanei nel resto del mondo. Non vedono la vetta neanche col binocolo, non sprofondano: galleggiano. Se la cavano meglio dei francesi e dei tedeschi nella lettura, vanno più o meno come loro in matematica e scienze. Non eccellevano prima, come per esempio i finlandesi, non sono crollati (come i finlandesi, appunto). Ma restano distanti anni luce non solo dalle cosiddette tigri asiatiche ma anche dai primi della classe europei: inglesi e estoni.

Se si guarda al passato prossimo, agli ultimi tre anni, i risultati della rilevazione Ocse-Pisa 2025 sono stabili: si registra un leggero calo in italiano e matematica, ma inferiore in media a quello di altri Paesi, compensato da un leggero recupero in scienze; e comunque gli studenti italiani restano intorno alla media Ocse. Una fotografia che fa dire al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che «in questa fase di diffuso arretramento internazionale il sistema italiano si è mostrato solido e ha saputo lavorare sulle criticità riuscendo a ridurre i divari storici tra Nord e Sud».