Con settembre 2026 comincia una nuova fase per Smart&Start Italia, l’iniziativa di Invitalia per finanziare startup innovative in Italia conagevolazioni a tasso zero e contributi a fondo perduto. Con molte novità positive e nuovi vincoli. Il nuovo regolamento porta, infatti, aperture rilevanti per le startup innovative: estende il tutoraggio alle imprese fino a tre anni di vita, rende più chiari i passaggi per convertire una quota del finanziamento in contributo a fondo perduto, introduce criteri semplificati per i piani più piccoli e riconosce nuovi profili di investitori.Il quadro, però, non è uniforme. L’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali entra esplicitamente tra i requisiti della misura e il nuovo tutoraggio riduce il valore massimo del servizio per le startup meridionali costituite da meno di dodici mesi.Il decreto ministeriale del 13 luglio 2026, pubblicato dal Mimit il 2 settembre, aggiorna la disciplina nata nel 2014 per allinearla alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge 193 del 2024. L’obiettivo è far convivere Smart&Start con un sistema che riconosce percorsi più lunghi di permanenza nello status di startup e attribuisce maggiore peso alla capitalizzazione.Il cambiamento è complessivamente favorevole per le startup che cercano capitale privato, partnership industriali o un iter meno gravoso per investimenti contenuti. È invece meno favorevole per alcune imprese del Mezzogiorno e per chi aveva costruito una strategia di accesso sull’assenza di requisiti assicurativi o su operazioni societarie poco lineari. Molto dipenderà dalla circolare attuativa, che dovrà trasformare le novità del decreto in regole operative.Il contesto rende questa revisione tutt’altro che marginale. Nella Relazione annuale 2025, pubblicata dal Mimit nel febbraio 2026 e costruita sui dati InfoCamere, le startup innovative iscritte al Registro delle imprese erano 12.133 alla fine del 2024, il 9,4% in meno rispetto all’anno precedente. In un ecosistema che deve rafforzare capitalizzazione e capacità di esecuzione, Smart&Start resta una leva significativa. Il decreto ne migliora l’impianto, ma la qualità effettiva della riforma dipenderà dalle istruzioni con cui il Ministero renderà finalmente operativi i nuovi strumenti.Indice degli argomenti