"Oggi l'accesso al credito dipende da sistemi legislativi anche europei che talvolta possono rappresentare un forte freno - Bisogna creare un mercato snello e un accesso al credito rapido e agile; aumentare la quota del risparmio privato per gli investimenti in imprese giovanili"
In Italia il tasso di nuove imprese giovanili è strutturalmente basso. L'ecosistema startup del Paese sembra essere in crescita ma l'imprenditoria under 30 fatica a decollare. Le ragioni? Un mix strutturale legato a fattori educativi e culturali (leggi anche La ricetta di Crepet per i giovani: "Maturità un anno prima e via da casa a innamorarsi della persona sbagliata") ma anche a barriere finanziarie, ostacoli burocratici e rigidità legali che spaventano e penalizzano in giovane età. L'Adnkronos ne ha parlato con Gianluca Brancadoro, professore di Diritto commerciale esperto in 'capital market' (mercati dei capitali), che ha gestito le principali ristrutturazioni italiane dell'ultimo ventennio ed è stato appena cooptato nel Cda di Mps.
Professore, il nuovo Codice della crisi d'impresa non ha cancellato in Italia la paura del fallimento. Dal suo punto di vista tende ancora a sanzionare e stigmatizzare l'insuccesso anziché considerarlo come avviene nei modelli anglosassoni un 'badge' di merito (leggi anche AI, dai selfie delle celebrità alle persone comuni, 19enne italiano lancia startup innovativa negli Usa), una tappa fisiologica del fare impresa?








