Non c’è un sistema fiscale per accompagnare i giovani. Con un appello alla Politica di cambiare verso, lo ha ribadito la presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, dal palco del convegno di Rapallo, a inizio giugno.

Anghileri ha lanciato una proposta a favore degli under 35 per rispondere alla necessità di ampliare il loro reddito disponibile, così da dare un’alternativa rispetto alla tendenza di cercare fortuna all’estero, soprattutto da parte di chi ha un’alta formazione. I Giovani di Confindustria chiedono un sistema che superi i pacchetti spot: Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50mila euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto. Una proposta che, al di là dei tecnicismi e delle forme, si colloca nell’alveo del dibattito sulla cosiddetta Start tax. Il punto di partenza – sostenuto dalla presidente Anghileri – è la necessità di aiutare i giovani a scommettere sul proprio futuro, in questo Paese, esercitando qui la capacità di innovare e fare sviluppo.

«Oggi il sistema tende soprattutto a incentivare il rientro di chi è già partito, attraverso regimi agevolativi come quello degli impatriati, mentre dovrebbe creare condizioni tali da rendere conveniente restare in Italia. La competitività di un Paese – spiega Marco Allena, preside di Economia e Giurisprudenza all’università Cattolica e docente di diritto tributario – non si misura soltanto dalla capacità di attrarre talenti dall’estero, ma anche da quella di valorizzare e trattenere i giovani che vi si formano».