E se il problema dell’imprenditoria giovanile in Italia non fosse tanto la scarsità di incentivi quanto l’eccesso di disincentivi e complicazioni? Secondo una ricerca realizzata dall’ING People Insight Lab su un campione di titolari di partita Iva, più della metà degli italiani, quando pensa di mettersi in proprio, considera la burocrazia uno dei principali ostacoli.

Non stupisce quindi che, anche tra chi ha compiuto il salto psicologico e imprenditore lo è diventato davvero, sia diffusa l’esigenza di supporto per fare fronte alle numerose incombenze amministrative. Si moltiplicano così anche le offerte bancarie che affiancano al conto corrente servizi di supporto alle attività quotidiane di freelance, piccoli imprenditori, startupper e professionisti. Non solo attraverso condizioni economiche ad hoc, quanto con la previsione di servizi digitali pensati per semplificare aspetti specifici come la fatturazione, l’organizzazione amministrativa o la conformità normativa. Le opzioni sono numerose e possono arrivare a prevedere anche servizi collaterali, come sconti sugli spazi di co-working o sull’organizzazione di viaggi aziendali.

Un’offerta che si adatta alle imprese da poco costituite ma anche al loro percorso evolutivo, perché spesso i neo-imprenditori iniziano con un’unica esigenza, come l’accettazione dei pagamenti o la gestione delle spese e nel tempo tali esigenze si espandono fino a includere pagamenti internazionali, spese del team, tesoreria e gestione del capitale circolante.