Il mandato istituzionale della Banca d"Italia è incardinato su una missione fondamentale: incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme.
Tuttavia, analizzando la dinamica dei mercato dei tassi dal 2022 a oggi, emerge un interrogativo stringente sulla postura dell"autorità, dato che il risparmio depositato sui conti dei cittadini sta subendo una lenta erosione inesorabile.
Dall"inizio della fase di rialzo dei tassi d"interesse da parte della Bce, gli istituti di credito italiani hanno consolidato utili miliardari, alimentati non solo dai margini sui finanziamenti, ma anche dalla gestione della liquidità: attualmente, la banca centrale remunera i depositi degli istituti di credito al 2%, ma tale beneficio non viene trasferito ai correntisti, traducendosi in un incremento della redditività per gli azionisti a discapito dei risparmiatori (di chi dovrebbe essere maggiormente tutelato).
Questa distorsione che va avanti da anni riflette una sostanziale carenza di concorrenza all"interno del sistema bancario tradizionale italiano, il cui comportamento appare eccessivamente uniforme e rigido.
L’esodo dei giovani Mentre la clientela più giovane migra progressivamente verso banche digitali (straniere) capaci di riconoscere interessi sulla liquidità, le banche tradizionali da oltre 4 annni mantengono tassi sui conti correnti prossimi allo zero, operando in modo un clima di apparente disinteresse da parte delle autorità.









