Un gruppo del Japan Advanced Institute of Science and Technology ha messo a punto una molecola che, aggiunta all'elettrolita, porta gli anodi in grafite a conservare fino al 95,6% della capacit� dopo 1.000 cicli di carica. Le celle di controllo, prive di additivo, si fermano al 62,7% e iniziano a perdere capacit� in modo marcato gi� dopo circa 350 cicli. Il composto si chiama pentafluorofenil tiofene immina, abbreviato in FPTI, e non richiede alcuna modifica al materiale dell'anodo.
Il bersaglio � la pellicola che si forma sulla grafite durante i primi cicli di carica, l'interfase solida di elettrolita, nota con la sigla SEI. Deve lasciar passare gli ioni di litio fra elettrolita ed elettrodo e allo stesso tempo limitare le reazioni chimiche indesiderate fra i due. Quando diventa instabile consuma litio attivo e fa salire la resistenza interna, e la capacit� della cella scende di conseguenza.
I ricercatori hanno aggiunto FPTI a un elettrolita convenzionale per celle agli ioni di litio, in concentrazioni di 2 e 4 milligrammi per millilitro. Nei primi cicli la molecola reagisce prima delle altre specie presenti e contribuisce a formare una SEI pi� conduttiva e pi� stabile. Le parti che contengono zolfo e il gruppo imminico finiscono incorporate nell'interfase, mentre la componente fluorurata produce uno strato ricco di fluoruro di litio.









