LG Energy Solution e l'Universit� Nazionale di Seoul hanno messo a punto un protocollo di carica e scarica che allunga sensibilmente la vita utile delle celle LMR (lithium-manganese-rich), la chimica a basso costo candidata a insidiare sia le NCM sia le LFP. Nei test su celle sperimentali di grande formato, la capacit� residua si � fermata al 92,2% dopo 883 cicli completi di carica e scarica.

Le batterie LMR puntano tutto sul manganese, elemento abbondante ed economico rispetto a nichel e cobalto. Meno materiali pregiati significano celle pi� economiche da produrre, con una densit� energetica superiore a quella dell'LFP. Il problema, finora, � stato tenerle in salute: questa chimica tende a perdere capacit� e tensione pi� rapidamente delle rivali, un difetto che ne ha frenato l'adozione su larga scala.

Il colpevole, secondo i ricercatori, � l'ossigeno. Nelle celle LMR partecipa attivamente all'immagazzinamento dell'energia, ma se le sue reazioni non si invertono correttamente in fase di scarica il catodo si danneggia e si genera gas all'interno della cella, tutt'altro che innocuo in un involucro sigillato. Il professor Jongwoo Lim, dell'Universit� di Seoul, ha spiegato che lo studio ha individuato le cause del degrado "dal punto di vista della reversibilit� dell'ossigeno" e ha dimostrato che la stabilit� della cella si pu� migliorare "attraverso la sola progettazione del protocollo elettrochimico", tenendo conto tanto delle condizioni di carica quanto di quelle di scarica.