"Sono le micro-aggregazioni degli stabilimenti balneari che difendono maggiormente l’identità della spiaggia". Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense, condivide in pieno la posizione della presidente di Federalberghi, Patrizia Rinaldis. Anche a Confcooperative non piace l’idea che si formino maxi stabilimenti di 500 metri lineari. Secondo l’associazione "è il modello delle micro-aggregazioni che consente di mettere a sistema competenze e sensibilità omogenee all’interno di zone contenute, trasformando le storiche gestioni famigliari in sinergie tra realtà vicine senza perdere identità. Al contrario le macro-aggregazioni possono generare il rischio di un’offerta uniforme e di servizi massificati, compromettendo in questo modo l’accoglienza su misura che ha reso celebre la spiaggia di Rimini, e con il rischio reale di attirare l’interesse di grandi gruppi finanziari esterni". In altri termini, è la posizione presa dalla presidente di Federalberghi Rinaldis, che nelle macro-aggregazioni ha visto due pericoli: il monopolio su una buona fetta della spiaggia e la perdita della tipologia e dell’identità del ‘bagnino di Rimini’.

Senza dimenticare che "l’attuale impianto del bando-tipo per le concessioni – sottolinea Confcooperative – premia espressamente il valore delle esperienze familiari e della continuità operativa, riconoscendo un punteggio specifico all’impresa che sa rigenerarsi. In questa prospettiva, la micro-aggregazione rappresenta il modello ideale per effettuare un upgrade gestionale: consente di mantenere la tipicità della spiaggia riminese, elevandone l’organizzazione senza trasformarla in una gestione amministrativa e spersonalizzata". Confcooperative è pronta a mettersi al servizio degli operatori nel percorso di aggregazione in forma cooperativa, "mettendo a disposizione servizi tecnici e strumenti finanziari in grado di coprire fino al 90% degli investimenti necessari". In conclusione, per Savini, "le micro-aggregazioni rappresentino la soluzione migliore per costruire l’integrazione reale tra la spiaggia, la ristorazione, il commercio, l’artigianato e l’entroterra. Soltanto unendoci come sistema territoriale, senza snaturare chi ha fatto la storia del nostro turismo, potremo evolvere verso i massimi livelli di accoglienza".