Nel dibattito sviluppatosi negli ultimi anni sull'autonomia strategica dell'Unione Europea è tornato alla ribalta il tema di una nuova politica industriale, della sovranità tecnologica e della creazione di campioni industriali europei per competere sui mercati globali.
Le tensioni geopolitiche, acuitesi da ultimo nei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, la competizione tecnologica e la duplice transizione verde e digitale hanno segnato il superamento della lunga stagione dell'iper-globalizzazione e dell'affidamento quasi esclusivo alle dinamiche di mercato.
Stati Uniti e Cina hanno adottato strategie esplicitamente orientate alla leadership tecnologica e all'autosufficienza strategica, attraverso massicci investimenti pubblici, concentrazioni industriali, politiche commerciali aggressive e integrazione tra sicurezza nazionale e sviluppo industriale.La politica della concorrenza deve adattarsi al nuovo contesto.
Se si intende promuovere imprese europee competitive sui mercati mondiali le regole della concorrenza devono necessariamente evolvere.
La tradizionale attenzione al rischio monopolistico deve confrontarsi con mercati globali nei quali le imprese europee competono con attori di dimensioni molto superiori e con enormi capacità di investimento.







