VENEZIA 83Segui Domani su Google07 settembre 2026 • 20:21Sappiamo tutti che l’horror oggi funziona benone al botteghino, vedi i casi recenti di Backrooms e Possession. Dovremmo però smetterla di considerare l’apertura al “genere” come una concessione al mercato. Dovremmo prendere atto del cataclisma che ha modificato geneticamente il palato del pubblico tuttoVENEZIA – Pro o contro il mercante nel tempio? Pro o contro un horror – genere commerciale – nel salotto buono della Settima Arte, in corsa per il Leone d’oro? Magari il dilemma legato a L’estranea di Paolo Strippoli, terzo italiano in concorso, fosse così elementare. Il manipolo dei conservatori oltranzisti, custodi dell’ortodossia cinefila, dopotutto è sparuto. La vera domanda, più scomoda, è quella che ci si pone da spettatori ordinari: perché l’horror pop di un trentatreenne rampante, al setTeresa MarchesiCritica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come inviata speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, Effedià - Sulla mia cattiva strada, su Fabrizio De André, presentato al Festival del Cinema di Roma e al Lincoln Center di New York, premiato con un Nastro d'Argento speciale, e Pivano Blues, su Fernanda Pivano. presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
Ci salverà l’horror? L’estranea di Strippoli è una boccata d’ossigeno
Sappiamo tutti che l’horror oggi funziona benone al botteghino, vedi i casi recenti di Backrooms e Possession. Dovremmo però smetterla di considerare l’apertura al “genere” come una concessione al mercato. Dovremmo prendere atto del cataclisma che ha modificato geneticamente il palato del pubblico tutto















