Foto di gruppo per L’estranea. , film italiano in concorso: da sinistra, Salvatore De Chirico, Adriano Giannini, il regista Paolo Strippoli, Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Romana Maggiora VerganoAlla Mostra del cinema approda, in concorso, lo sguardo gridato di Paolo Strippoli. Il suo film, L’estranea, è un horror, un melodramma familiare e un racconto faustiano sul prezzo da pagare per salvare chi si ama. È un film che, appena abbassa i toni, ti scuote con un boato, un vetro che scoppia, un evento violento e inatteso. Strippoli è giovane, 33 anni appena. Ha già una grande consapevolezza registica: si affaccia in territori che ricordano Lars von Trier, Nicolas Winding Refn, David Lynch.

La storia che racconta riguarda un segreto custodito per vent’anni. Un mattino di pioggia terrificante, una donna – Jasmine Trinca – si presenta all’improvviso in casa della figlia, interpretata da Romana Maggiora Vergano. E le racconta la verità sulla loro famiglia. Dopo un grave incidente avvenuto durante l’infanzia della ragazza, per salvarle la vita la donna ha stretto un patto con una misteriosa estranea, interpretata da una Valeria Bruni Tedeschi in stato di grazia.

"Questo film nasce dalla mia paura più grande: quella di perdere il controllo – dice Paolo Strippoli – Ma non abbiamo mai il controllo sulle cose. È una narrazione tutta occidentale, credere di avere il controllo sulle cose della propria vita. Il seme di tanti problemi mentali è il momento in cui ci scontriamo col fatto che le cose accadono, e non ci chiedono il permesso".