Il regista Paolo Strippoli con gli attori del film "L'estraneo" partecipano al photocall alla Biennale di Venezia (AFP)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 7 settembre 2026 – ''Questo è il parco giochi delle persone che amano il cinema, quindi essere un'attrazione quest'anno è particolarmente bello, ma un po' spaventoso. Anche se il sentimento principe è la gratitudine. Specie per chi mi ha lasciato fare un film ricco di generi molto libero''. Paolo Strippoli commenta così la sua presenza in concorso a Venezia 83 con 'L'estranea', un thriller psicologico con protagonisti Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi e Maggiora Romana Vergano che vedremo al cinema dall'8 ottobre. La storia di una donna (Trinca) che si presenta all’improvviso a casa di sua figlia (Vergano) per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea (Bruni Tedeschi). Un segreto a lungo custodito, che torna a reclamare il suo prezzo.

Una scena de L'Estranea

Da dove nasce la storia

''È una storia che nasce tanto tempo fa dalla mia paura più grande: perdere il controllo'', svela Strippoli. ''Anche per questo faccio il regista, perché mi lascia l'illusione per il tempo di un set di poter decidere delle cose della mia vita e di poter plasmare la realtà. Penso che sia una sorta di narrazione molto occidentale quella di poter determinare la propria vita, di avere il controllo sulle cose, e il seme dei più grandi problemi mentali è il momento in cui ci scontriamo con l'impossibilità di controllare la nostra vita, perché le cose accadono e non ci chiedono il permesso''. Una pellicola che arriva dopo 'Piove' e 'La valle dei sorrisi', due titoli che hanno fatto conoscere il talento del regista pugliese e il suo sguardo originale e audace rispetto al panorama cinematografico italiano che si arricchisce ora di un nuovo tassello. ''Non so cosa ho portato in più con 'L'estranea' rispetto al passato'', confida Strippoli. “Sicuramente è un film in continuità con quelli che ho fatto prima e che, scherzando, chiamo 'La trilogia della pioggia’. Qui – prosegue - credo di essere riuscito in maniera più esatta a trasmettere una cosa che mi preme profondamente raccontare, ovvero come in un nucleo familiare, la società esterna venga portato per la prima volta nella vita - soprattutto dei più giovani - attraverso i genitori''. Paolo Strippoli posa al photocall di "L’Estranea" (Ansa)