Una famiglia dall’apparenza solida, ma la cui storia, in realtà, è «un castello di carte». Un mondo «poco raccontato: la borghesia di provincia». L’abbraccio di una madre che è come la stretta di un boa constrictor.

Provi ad analizzare le scelte lessicali di Romana Maggiora Vergano e cominci a farti un’idea di cosa aspettarti da L’estranea, uno dei 5 film italiani in concorso alla prossima Mostra di Venezia (e in sala l’8 ottobre). E poi nella sezione “Midnight Madness” al festival di Toronto dove l’attrice accompagna anche un altro film, Idda, di Irene Dionisio, in cui affianca Tecla Insolia.

L’estranea, in un festival povero di donne, è un film parecchio femminile, anche se concepito e girato da un uomo, Paolo Strippoli, e Romana Maggiora Vergano in questa storia che – per usare le parole del suo giovane autore (classe 1993) – sono «I Buddenbrook che incontrano Faust» è Alice, la figlia. Jasmine Trinca, in questa «tragedia pop spietata», è Anna, la madre.

Ci sono anche un padre (Adriano Giannini, la nostra intervista all’attore, per il film Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, in concorso alla Mostra) e un fratello, ma intuiamo che la relazione primaria sarà quella matrilineare. E poi c’è lei, l’Estranea, con la maiuscola, Valeria Bruni Tedeschi.