Da signori dei cavalli a pastori del Piemonte. Paolo e Roberto hanno lasciato tutto per un’agricoltura a misura d’uomo e d'animale. Oggi, tra le colline patrimonio Unesco, producono formaggi che racchiudono l'anima di una terra che si autoprotegge.
Quando chiamo Paolo Pertusio non è in ufficio né a casa, ma tra i boschi del Roero. «Scusami se c’è qualche rumore, sono con le capre», dice ridendo. «Questo è il mio ufficio all’aperto: mentre il gregge pascola, io mi occupo della parte burocratica».
La svolta nel 2020
In quell'immagine c’è tutto: è l’uomo ad adattarsi al ritmo degli animali, non il contrario. Prima del 2020 la vita di Paolo e Roberto era dedicata ai cavalli, una passione ereditata dal padre. Ma qualcosa si era incrinato. «Sentivamo che mancava la parte romantica, il rispetto per l'animale: era diventato un lavoro faticoso senza più passione».
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