«Lo cercavo e poi rimanevo lì delle ore, semplicemente a guardarlo. A osservare i suoi animali. Mi affascinava, era un pastore fantastico». Renato Maunero, oggi fra i migliori casari del Cuneese, racconta così il passaggio tra la prima vita (il negozio di articoli sportivi gestito per 22 anni a Bra) e la seconda, iniziata con l’acquisto di tre capre da Maurizio Martini, classe 1939, uno degli ultimi pastori transumanti del Piemonte. «Con un cenno, mi ha detto di sceglierle da solo, nel suo gregge». Arriva così la prima lezione importante. Renato sceglie due capre fra le più grandi, con le corna ben formate, e una terza che gli piace per il pelo nero e lungo. Dopo qualche giorno ritorna, perché la capra nera è aggressiva. La restituisce e ne prende una grande e mansueta come le prime due. Tutte e tre, però, danno pochissimo latte. Renato si ripresenta da Martini per capire cosa non va. Con il tempo largo, lento e avaro di parole di chi ha imparato tutto risalendo a piedi la montagna e seguendo gli animali, il pastore gli risponde «Mi hai riportato l’unica capra giovane, quella che poteva fare latte». È la prima di tante lezioni trasmesse così, con la vita.