Il telefonino? Lo usa, ma «quasi sempre per fotografare le piante da tagliare». E il computer? «Per vedere motoseghe e altri attrezzi da lavoro da acquistare». Una professione che Cesare Persico racconta e descrive con tono divertito: quella del boscaiolo. «Non cambierei mestiere per nessuna ragione», aggiunge Persico, 23 anni, di Somendenna, frazione di Zogno, che nella vita ha deciso di fare proprio il taglialegna, trascorrendo le sue giornate nei boschi a procurarsi la materia prima da vendere (insieme al fieno). Senza essersi mai pentito della scelta fatta come ha raccontato, collegato dai boschi dove stava lavorando, ai relatori e alla platea del convegno «Da grande voglio fare il boscaiolo», organizzato da Confcommercio Bergamo e Scuderia Fulvio Norelli. Un dibattito sul futuro in alta quota, fra borghi spopolati e aiuti mai arrivati a un territorio considerato, a volte, di «serie B».
Cesare Persico, boscaiolo a 23 anni: «Non cambierei mestiere per nessuna ragione»
Originario di Zogno, ha fatto una scelta di vita: «Ma una migliore retribuzione avvicinerebbe altri giovani»








