Mentre il Carroccio rilancia flessibilità in uscita e superamento della riforma Fornero, il calo demografico e l’ondata di pensionamenti attesa nei prossimi anni pongono un interrogativo cruciale: chi sostituirà la forza lavoro che lascia il mercato?
In vista della sessione di bilancio, la Lega, al pari dell’assassino che torna sempre nel luogo del delitto, si esibisce in nuove proposte sulle pensioni col proposito, fino ad ora illusorio, di superare la riforma Fornero e restituire flessibilità al sistema. Le proposte della Lega riguardano la possibilità di quiescenza a 64 anni e 41 di contributi versati, di estendere anche a quanti si trovano nel sistema misto ciò che è previsto nel contributivo (64 anni e 25 di versamenti) se si accetta la liquidazione del trattamento interamente col calcolo contributivo. Poi sovrasta il tutto la richiesta di abolire l’indicizzazione dei requisiti rispetto all’incremento dell’attesa di vita che non garantisce soltanto un minimo di sostenibilità del sistema, ma che rimane il solo elemento di solidarietà con le nuove generazioni tenute a finanziare le pensioni di quelle precedenti. Su questo (s)proposito il Carroccio è il cavallo di Troia (a proposito del film Odissea) della sinistra politica e sindacale.















