La sezione del 41 bis del carcere di Viterbo è stata svuotata: nelle celle di massima sicurezza erano 41. Ma i detenuti pericolosi sono arrivati anche da Milano (9), Roma (4), L’Aquila (7), Spoleto (6) e Terni (21): hanno viaggiato su aerei militari decollati dal capoluogo lombardo e da Pratica di Mare verso l’aeroporto militare da Decimomannu, scortati da un esercito – suddiviso in vari gruppi – di 207 uomini del Gruppo operativo mobile (Gom). Destinazione finale: carcere di Uta, braccio di massima sicurezza.
Eccoli i numeri dell’operazione Iride, messa in atto il 5 e 6 settembre: il blitz che ha portato i mafiosi in Sardegna. Annunciato e contestato da tempo, svolto senza preavviso e non passato inosservato, con il blocco delle Statali dell’hinterland di Cagliari imposto per consentire il passaggio dei pullman carichi di boss e criminali di alto livello.
Nell’Isola è andata in scena la contestazione. A Roma, uffici del ministero della Giustizia, si celebra: «Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso la sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del Reparto Operativo Mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l’incredibile professionalità della polizia penitenziaria», ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, al termine della operazione.












