Bologna, 7 set. (askanews) – Sei bolognesi su dieci cercano informazioni sulla salute tra web e intelligenza artificiale, ma il medico resta il punto di riferimento per affidabilità ed empatia. E’ quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, secondo cui il 60% dei cittadini del capoluogo emiliano usa principalmente strumenti digitali – ricerche online, chatbot e app – per ottenere informazioni su malattie e farmaci. Circa la metà (46%) utilizza l’AI almeno settimanalmente e, tra questi, uno su quattro vi ricorre anche per consigli sulla salute. Alto il livello di apprezzamento: l’85% di chi ha interpellato l’AI su temi di salute si dice soddisfatto, il 48% molto o completamente, percentuale che supera quella dei portali medici specializzati.

La maggioranza ritiene però che l’AI possa solo affiancare, e non sostituire, il parere del medico: il 62% la considera complementare alla medicina tradizionale, il 17% non adatta all’ambito medico e solo il 21% ipotizza una sostituzione anche parziale. Il professionista viene giudicato più empatico (75%), affidabile (73%), accurato (73%) e più adeguato a definire un percorso di cura personalizzato (64%), mentre l’intelligenza artificiale prevale per rapidità (62%) e accessibilità (51%), pur essendo ritenuta più incline all’errore (45%). Tra le informazioni più cercate con gli strumenti digitali, chiarimenti su analisi e referti (47%) e la verifica se un sintomo richieda una visita (42%). Un bolognese su tre, infine, dichiara di affidarsi soltanto al parere del medico.